Punto n.920 del 31-10-2025
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Punto di Creazzo n.920 del 31-10-2025
AUGURIO DI NOVEMBRE
don Maurizio Mazzetto


Cari amici, è difficile staccare la nostra consueta riflessione sulla morte e sul morire, in questo mese dedicato ai defunti, dalle sterminate morti cui abbiamo assistito in questo ultimo anno. Pensiamo a Gaza, ma anche al Sudan, di cui pochi si interessano, e alle altre numerose guerre in corso.
Ora, questa consapevolezza, oltre ad un costante impegno per la pace (tra l’altro non dando per scontato di morire noi stessi sotto una bomba, magari atomica) - può essere feconda per pensare alla nostra morte, e, forse ancor di più, alla nostra vita.
Oggi, infatti, siamo così presi dall’affanno quotidiano delle cose da fare che rischiamo di non fare quello che sembra essere il lavoro principale a cui siamo chiamati: risanare, riconciliare, unire.
Così leggevo quest’anno in un romanzo: “Non ci fermiamo finché ogni cosa è stata sanata, pacificata, finché ogni scompartimento non è stato attraversato e fatto nostro nella luce. In ognuno c’è qualcosa da rivivere, da tornare a guardare, insomma da redimere” (Paolo Rodari, “Il mantello di Ruth”, Feltrinelli, 2025, p. 40). Il pensiero della morte può, allora, aiutarci a rivedere ciò che è rimasto irrisolto, dime CONTINUA A LEGGERE...




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