l ritorno della “Maturità”
Via l’Esame di Stato — quello con tutte le materie e la complessa architettura dei crediti formativi e scolastici — e torna l’Esame di Maturità, quasi del tutto simile alla formula entrata in vigore in via sperimentale nel 1971 e rimasta intatta fino alla rivoluzione dei punteggi divisi tra crediti, prove scritte, orali e bonus per arrivare al punteggio di 100 centesimi e che ci eravamo abituati a chiamare Esame di Stato.
Nel nuovo esame rimane la ripartizione del punteggio finale: un massimo di 40 punti per il credito scolastico e 60 punti distribuiti tra prove scritte e colloquio orale. Cambia però la denominazione ”Maturità” come nel passato, perché l’obiettivo dichiarato del ministro Valditara è valutare non solo conoscenze, abilità e competenze, ma anche il grado di maturità del candidato. La commissione sarà composta da 5 commissari: tre esterni e due interni. Le materie oggetto di valutazione saranno in tutto quattro, tra scritti e orali.
Per il colloquio orale il Ministero propone, nella Ordinanza n.54 del 26 marzo 2026, una griglia di valutazione. Si ritrovano le solite voci e i soliti criteri, ad eccezione di una n CONTINUA A LEGGERE...