Punto di Montecchio n.1233 del 10-07-2026



IL CAPOLAVORO DI SILVIO: UNA VITA NATA ALL’OMBRA DEL SOGNO DI CECCATO
Rosanna Frizzo
C’era chi ad Alte arrivava con armi e bagagli per cominciare una nuova vita e chi invece, ancora adolescente, vi giungeva ogni giorno per studiare e lavorare.
Silvio Finato, classe 1940, nato e vissuto in Corso Matteotti, a quattordici anni sostiene l’esame per essere ammesso alla scuola professionale CAPI. “Allora si trovava ancora a Montecchio, dove c’erano le fonderie. Da lì, poco dopo, ci trasferimmo tutti ad Alte Ceccato, dove la grande fabbrica Ceccato stava crescendo. Facevamo ore di laboratorio in reparto e ore di teoria la sera. Alla MAPA ricordo un capo che chiamavamo Fogna, perché in quel periodo presenziava ai lavori per la realizzazione della rete fognaria. Eravamo ragazzotti a cui piaceva scherzare, ma con gli insegnanti c’era poco da fare i furbi: ci mettevano tutti in riga, poche chiacchiere.”
Il mito di questi ragazzi era il Commendatore, che se n’era andato da poco: “Ricordo ancora la fila di persone da Alte al cimitero per accompagnare il feretro di Pietro Ceccato. Un dolore vero, grande, da parte di un intero paese che vedeva in lui un sogno.”
E proprio persone come Silvio, senza nemmeno saperlo, stavano realizzando quel sogno con il loro ... CONTINUA A LEGGERE...