Punto di Montecchio n.1189 del 01-08-2025



L’INQUIETANTE
QUIETE PUBBLICA
Elisa Pilati
Le campane non sono state suonate per non disturbare la quiete pubblica.
Domenica scorsa molte chiese avevano deciso di unirsi in questa simbolica iniziativa per rompere il colpevole silenzio che da quasi due anni (anzi, da molto di più…) è calato sullo sterminio in atto a Gaza.
Le campane della parrocchia dei Giuseppini hanno suonato, le altre no.
Per la quiete pubblica.
E’ inquietante invece il silenzio. I bambini e le bambine vengono ammazzati mentre sono in fila per ricevere un po’ di acqua e un po’ di farina. 60.000 vittime. Violenze indicibili.
Guardate “eyeonpalestine”.
Dieci minuti di rumore sarebbero stati il minimo nella nostra fortunata e serena estate. Queste iniziative sono simboliche, ma almeno rompono per un attimo il silenzio dell’indifferenza.
Molte città stanno facendo scelte importanti per esprimere la loro solidarietà verso il popolo palestinese.
Noi cosa possiamo fare?
Anche se le campane non sono suonate domenica, possiamo decidere di essere una città che non tace.